La miopia è una condizione per cui gli oggetti vicini appaiono netti e definiti e quelli lontani sfocati. È emersa negli ultimi anni come un problema significativo di salute pubblica globale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha segnalato che la miopia non corretta o corretta in modo non adeguato è una delle principali cause di disabilità visiva in tutto il mondo. La miopia è in aumento in Asia orientale, in Europa e Nord America e questo trend è degno di nota nelle aree urbane. Si prevede che entro il 2050, circa il 50% della popolazione mondiale avrà la miopia e il 10% una miopia grave.
Sia da un punto di vista individuale che sociale, è importante prevenire l’insorgenza della miopia e rallentarne la progressione. La miopia progredisce più velocemente quando si sviluppa fin da molto piccoli. Una miopia in età pediatrica può diventare miopia severa in età adulta. Inoltre un peggioramento della miopia può essere accompagnato da altre malattie agli occhi, incluse cataratta, glaucoma, distaccamento della retina e degenerazione retinica miopica, con conseguente disabilità visiva e, in alcuni casi, cecità. Agire con tempestività diventa prioritario.
Se l’utilizzo di lenti speciali – lenti a contatto morbide multifocali, lenti ad addizione progressiva, lenti per occhiali bifocali – o tecniche come l’ortocheratologia notturna e l’atropina, hanno dimostrato di rallentare la progressione della miopia nei bambini, trascorrere più tempo all’aperto potrebbe essere la sola azione efficace per posticipare il più a lungo possibile l’insorgenza della miopia e può anche essere efficace nel controllare la progressione negli occhi che sono già miopi.
Ma perché il tempo all’aperto avrebbe un effetto protettivo? Nei modelli animali, l’esposizione a una luce più intensa previene l’insorgenza e la progressione della miopia. Inoltre esistono anche ipotesi sui meccanismi biologici di base, come il rilascio di dopamina dalla retina e l’aumento della vitamina D. Tuttavia, ci si muove comunque nel campo delle ipotesi e mancano certezze.
Sebbene alcune revisioni sistematiche abbiano già preso in esame l’associazione tra aumento del tempo trascorso all’aperto dai bambini e prevenzione della miopia, si tratta di revisioni che includevano tutti i tipi di disegno di studio.
La revisione Cochrane Kido del 2024 include invece solo studi randomizzati controllati (randomized controlled trial – RCT), studi clinici in cui i partecipanti vengono assegnati in modo casuale ai gruppi di trattamento e di controllo. Gli RCT sono noti per fornire le prove più affidabili sull’efficacia di un trattamento. L’obiettivo dello studio Kido è valutare gli effetti degli interventi per aumentare il tempo trascorso all’aperto sull’incidenza (nuovo numero di casi) e la progressione della miopia nei bambini: perciò si tratta di interventi sia di prevenzione della miopia che di riduzione.
I destinatari sono bambini di età inferiore a 18 anni senza o con miopia diagnosticata. Sono stati esclusi i partecipanti con patologie oculari o sistemiche, come ambliopia e strabismo, che potrebbero influenzare la progressione della miopia.
Gli interventi presi in esame incoraggiavano i partecipanti ad aumentare il tempo trascorso all’aperto per rallentare la progressione della miopia o prevenirne nuovi casi, mettendolo a confronto con il mantenimento dello stile di vita abituale: è stata perciò considerata qualsiasi attività outdoor, a prescindere da orari e uno specifico programma, effettuata da chiunque (per esempio genitori, insegnanti o entrambi). I metodi variavano dall’incremento di ore all’aperto come parte delle lezioni scolastiche alla fornitura di informazioni e motivazioni per incoraggiare le attività all’aperto. Rispetto alla miopia sia prima dell’intervento, che poi a distanza di 1,2 e 3 anni, venivano valutati i seguenti esiti:
• variazione media dell’errore di rifrazione
• incidenza della miopia
• variazione media della lunghezza assiale di tutti i partecipanti
• qualità della vita, riferita dai partecipanti e misurata mediante strumenti validati
• effetti avversi correlati agli interventi, ad esempio, scottature solari che richiedono un trattamento.
La ricerca bibliografica svolta su numerose banche dati ha individuato inizialmente 524 studi. Dopo un approfondito processo di selezione alla fine sono inclusi e analizzati solo 5 studi randomizzati controllati, di cui 4 sono a cluster e school-based, in quanto sono le scuole ad essere assegnate in modo casuale ai gruppi di intervento e di controllo. Il numero totale di partecipanti è stato di 10.733 alunni della scuola primaria. La presenza della miopia non è stata un motivo di esclusione.
I quattro studi scolastici, per aumentare il tempo trascorso all’aperto proponevano lezioni extra outdoor alla fine della giornata scolastica, premi e incentivi per incoraggiare l’attività all’aperto nei fine settimana e nei giorni festivi, pause scolastiche all’aperto, informazioni di promozione della salute indirizzate ai genitori su una piattaforma di social media (aumento delle attività esposte al sole all’aperto, nonché la correzione del comportamento nell’uso degli occhi e la limitazione del tempo trascorso davanti allo schermo elettronico outdoor).
I risultati suggeriscono che gli interventi a lungo termine (due-tre anni) per incrementare il tempo trascorso all’aperto possono ridurre l’incidenza della miopia (ovvero la frequenza con cui si verificano nuovi casi). Nel dettaglio l’incidenza della miopia è stata inferiore sia nei gruppi di intervento che nei gruppi di controllo. Il protocollo della revisione ha definito come clinicamente importante una differenza del 3% nell’incidenza della miopia. A un anno dall’intervento la differenza tra interventi e controlli era del 2,4%, ma a due (4,2%) e tre anni (9,3%) era clinicamente importante.
Per quel che concerne la progressione della miopia, valutata come cambiamenti negli errori di rifrazione (un bulbo oculare di forma anomala, che impedisce alla luce in entrata di concentrarsi correttamente sulla retina – la parte posteriore dell’occhio – per formare un’immagine chiara) e nelle lunghezze assiali (la distanza dalla parte anteriore a quella posteriore dell’occhio), gli interventi all’aperto possono rallentarla, ma la certezza rispetto alle prove era bassa. Nel dettaglio i gruppi di intervento hanno avuto meno cambiamenti negli errori di rifrazione. Il protocollo della revisione ha definito come clinicamente importante. una differenza di 0,1 D (diottrie) nella variazione dell’errore di rifrazione. A un anno, la differenza tra interventi e controlli era inferiore a 0,1 D, ma a due e tre anni era superiore a 0,1 D, perciò clinicamente rilevante.
In riferimento alla lunghezza assiale, le variazioni sono simili tra gruppi di intervento e controllo, a prescindere dalla durata dell’intervento.
Nessuno studio ha considerato la qualità della vita come esito, mentre I possibili eventi avversi includevano problemi di salute associati alle scottature. Tuttavia, gli autori dello studio non hanno riportato eventi avversi in nessuno dei partecipanti.
Sono stati inclusi solo RCT condotti in Asia (Cina e Taiwan), dove esiste la più alta prevalenza di miopia del mondo. È probabile che gli effetti dell’esposizione alla luce solare differiscano a diverse latitudini, per cui RCT simili devono essere condotti e convalidati in altri paesi.
Gli RCT sono stati condotti con bambini dei primi anni della scuola primaria: gli effetti sulle fasce di età superiore, sotto a 18 anni di età, o sulla prima infanzia sono sconosciuti.
Gli studi inclusi mancano di completezza rispetto ai dati e le informazioni insufficienti hanno impedito di condurre analisi di sottogruppi in base alla condizione di miopia iniziale, all’età o alla storia di miopia in famiglia.
Per concludere gli interventi a lungo termine indirizzati a incrementare attività in contesti outdoor possono prevenire la miopia infantile. In merito alla progressione della miopia, sebbene gli interventi possono limitare gli errori di rifrazione e le lunghezze assiali, i risultati della revisione non consentono di trarre conclusioni definitive. Sono pertanto necessari nuovi RCT per poter aumentare la certezza rispetto alle conclusioni.
Articolo originale
Kido A, Miyake M, Watanabe N. Interventions to increase time spent outdoors for preventing incidence and progression of myopia in children. Cochrane Database of Systematic Reviews 2024, Issue 6. Art. No.: CD013549. DOI: 10.1002/14651858.CD013549.pub2. Accessed 21 March 2025.
Foto di Kampus Production: https://www.pexels.com/photo/close-up-photo-of-a-boy-wearing-eyeglasses-6299303/