OMS orfana degli USA. di Benedetto Saraceno

Il ritiro degli Stati Uniti dall’OMS avrà un impatto enorme sulla salute delle persone sia livello globale sia negli Stati Uniti: la comunità globale, compresi gli americani, soffrirà e ci sarà un peggioramento della salute.


Nel numero di gennaio 2025 del bollettino di Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health viene riportata una interessante conversazione fra tre membri di quella università: Judd Walson, professore di Salute Internazionale, Robert Black, chair della cattedra di International Health e Stephanie Desmon direttore della Comunicazione. La conversazione ha come tema quello delle conseguenze della decisione di Donald Trump di fare uscire gli Stati Uniti dalla Organizzazione Mondiale della Salute (1). I tre esponenti della John Hopkins rilevano che l’amministrazione Trump ha utilizzato come motivo del ritiro degli Stati Uniti la risposta dell’OMS al COVID. Tuttavia, affermano i tre ricercatori, la risposta al COVID a livello globale deve essere considerata come un successo tecnico poiché ha implicato numerosi progressi tecnici, tra cui lo sviluppo di vaccini a un ritmo mai visto precedentemente e l’invio di farmaci e vaccini in luoghi che erano difficilmente accessibili. Invece, il ritiro degli Stati Uniti dall’OMS, dicono i tre esperti, avrà un impatto enorme sulla salute delle persone sia livello globale sia negli Stati Uniti: la comunità globale, compresi gli americani, soffrirà e ci sarà un peggioramento della salute.

Tali drammatiche conseguenze risultano più comprensibili se si osservano le attività che costituivano la cooperazione fra OMS e Stati Uniti e che saranno destinate o a scomparire o a ridursi in modo significativo (2).

Eradicazione del vaiolo.

Dopo una campagna di vaccinazione globale condotta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’8 maggio 1980 la 33ª Assemblea Mondiale della Sanità dichiarò che il vaiolo era stato eradicato. La malattia aveva ucciso circa 300 milioni di persone nel XX secolo. Come elemento chiave della campagna di eradicazione, gli Stati Uniti hanno guidato il Programma Intensivo di Eradicazione del Vaiolo, fornendo ricerca, finanziamenti, assistenza tecnica e personale. Il Centro per il Controllo e la Prevenzione delle malattie di Atlanta (CDC) ha fornito leadership e supporto al personale.

Iniziativa Globale per l’Eradicazione della Polio (GPEI).

Gli sforzi globali per proteggere le persone dalla polio hanno portato a una riduzione del 99,9% dei casi annuali di poliovirus tra il 1988, quando c’erano 350.000 casi in più in 125 Paesi endemici, e il 2023, quando ci sono stati solo 12 casi in 2 Paesi endemici, Afghanistan e Pakistan. Fino alla decisione di Trump di ritirarsi dall’OMS, il CDC di Atlanta era un partner chiave della Iniziativa Globale guidata dall’OMS e gli Stati Uniti erano uno dei suoi maggiori finanziatori. Il recente congelamento del sostegno statunitense al GPEI da parte di Trump arriva in un momento pericoloso: l’incidenza del poliovirus selvaggio è infatti aumentata in Afghanistan e Pakistan tra il 2023 e il 2024.

Sistema globale di sorveglianza e risposta all’influenza (GISRS).

Istituito nel 1952, il GISRS dell’OMS è una rete globale di laboratori che collaborano per monitorare i virus influenzali e condividere le informazioni, una risorsa fondamentale per la preparazione e la risposta alle pandemie. La rete comprende 151 centri nazionali per l’influenza in 127 Paesi e sette centri collaboratori dell’OMS; il CDC di Atlanta ospita uno di questi – il Centro per la sorveglianza, l’epidemiologia e il controllo dell’influenza – che gestisce un archivio globale di campioni isolati di virus influenzali. Gli Stati Uniti hanno fornito supporto finanziario e tecnico al GISRS.

Controllo delle malattie tropicali trascurate (Neglected Tropical Diseases).

L’OMS ha identificato come NTDs un gruppo eterogeneo di 20 patologie. Queste malattie colpiscono le comunità più povere delle regioni tropicali, sono altamente stigmatizzate e hanno importanti conseguenze sanitarie, sociali ed economiche. Nel novembre 2020, la 73ª Assemblea Mondiale della Sanità ha approvato un piano tecnico globale per il controllo delle NTDs, delineando una “road map per le NTDs 2021-2030”. Gli Stati Uniti finanziano diverse campagne di controllo delle NTDs e lavorano in stretto coordinamento con l’OMS in questi sforzi; il CDC è un partner chiave in questa collaborazione.   I finanziamenti statunitensi per il controllo delle NTDs sono passati da 15 milioni di dollari nell’anno fiscale 2006 a circa 115 milioni di dollari nell’anno fiscale 2024.

Controllo ed eliminazione della malaria.

La “President’s Malaria Initiative” (PMI) è stata lanciata nel 2005 dall’amministrazione di George W. Bush con l’obiettivo di ridurre del 50% le morti per malaria in 15 Paesi africani ad alta prevalenza. La PMI ha lavorato a stretto contatto con l’OMS per implementare strategie di controllo della malaria basate su dati epidemiologici, che hanno portato a un calo di quasi il 50% dei decessi legati alla malaria. Il PMI e l’OMS hanno distribuito più di 3 miliardi di zanzariere trattate con insetticidi, riducendo la trasmissione della malaria in Africa, Sud-Est asiatico e America Latina. Gli Stati Uniti hanno fornito finanziamenti e sostegno alla ricerca per l’introduzione dei nuovi vaccini contro la malaria, mentre il CDC ha fornito supporto ai programmi di sorveglianza della malaria e ha aiutato a tracciare i focolai.

Fine della pandemia di HIV-AIDS

Gli Stati Uniti e l’OMS hanno svolto un ruolo centrale nella lotta globale contro l’HIV-AIDS, riducendo in modo significativo le nuove infezioni e i decessi legati all’AIDS. Al centro di questo impegno c’è il Piano d’emergenza del Presidente per l’assistenza all’AIDS (PEPFAR), che collabora strettamente con l’OMS, il Programma congiunto delle Nazioni Unite sull’HIV/AIDS (UNAIDS), il Fondo Globale e altri partners internazionali allo scopo di ampliare l’accesso alla prevenzione, al trattamento e all’assistenza dell’HIV in tutto il mondo. Questa partnership ha permesso di salvare circa 25 milioni di vite, di evitare che 5,5 milioni di bambini nascessero con l’HIV, di rafforzare i sistemi sanitari e di avvicinarsi alla fine della pandemia di HIV-AIDS.

Queste importantissime collaborazioni giustificano il fatto che gli Stati Uniti contribuiscono, o meglio contribuivano, a circa il 18% del bilancio annuale dell’OMS, pari a circa 3,4 miliardi di dollari, e l’incertezza causata dal ritiro degli Stati Uniti sta già avendo un impatto drammatico (3). In apertura della riunione del Consiglio esecutivo dell’OMS di gennaio 2025, il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus ha dichiarato che, anche prima dell’ordine esecutivo di Trump, l’OMS stava pianificando una riduzione della spesa a causa di un deficit causato dalle difficoltà economiche di molti Paesi donatori. “L’annuncio degli Stati Uniti ha aggravato la situazione e abbiamo annunciato una serie di misure con effetto immediato”, ha dichiarato.

Il risultato è che “il personale dell’OMS è devastato”, afferma Ilona Kickbusch, politologa specializzata in salute presso il Graduate Institute of International and Development Studies di Ginevra: “Quasi tutte le riunioni vengono cancellate e i viaggi nei paesi vengono annullati”. Gran parte del lavoro dell’OMS viene svolto attraverso sei uffici regionali. Uno di questi, l’Organizzazione Panamericana della Sanità (PAHO), riceve un flusso di finanziamenti dal governo degli USA separato dal budget generale della OMS. Si spera che tale finanziamento possa continuare a essere erogato anche dopo il ritiro degli Stati Uniti dall’OMS. “Ci sono altri organismi regionali che gli Stati Uniti potrebbero scegliere di finanziare bilateralmente e quindi non attraverso l’OMS”, afferma David Heymann, ricercatore sulle malattie infettive presso la London School of Hygiene and Tropical Medicine. Esistono inoltre decine di centri collaboratori designati dall’OMS che conducono ricerche presso istituzioni accademiche statunitensi a sostegno dei programmi dell’agenzia. Questi, si spera, potrebbero continuare a lavorare con l’OMS per fornire supporto tecnico.

Inoltre, e al di là dell’impatto finanziario, il ritiro degli Stati Uniti costituisce un pessimo esempio per gli altri Paesi: anche l’Argentina ha infatti dichiarato questo mese che lascerà l’organizzazione. Il presidente argentino Javier Milei ha accusato l’OMS di promuovere “confinamenti senza supporto scientifico”. L’uscita dall’OMS significherebbe per l’Argentina perdere il sostegno internazionale per future pandemie e per altri problemi di salute globale, afferma Adolfo Rubinstein, ex ministro della Sanità argentino. Sarebbe disastroso che si producesse un effetto a cascata e altri paesi seguissero l’esempio promosso da Donald Trump. Infine, sono recenti le informazioni (pur se da fonti non ufficiali) provenienti dalla stessa OMS di Ginevra, secondo cui non soltanto vi sarà una riduzione sostanziale dei consulenti che, di fatto, costituiscono, una risorsa essenziale per lo svolgimento dei programmi, ma anche i membri dello staff con rapporti contrattuali più stabili potranno essere ridotti. Tale riduzione potrebbe realizzarsi con diverse modalità, fra cui l’offerta di pacchetti di pensionamento anticipato, anche se, sembrerebbe che tali pacchetti siano decisamente “poveri” ossia si limitino a offrire quattro mesi di salario a persone che magari avrebbero ancora anni di possibile impiego presso la organizzazione.

L’impoverimento finanziario e di risorse della OMS condurrà non solo alla riduzione drastica dei suoi programmi di cooperazione tecnica ma anche all’indebolimento della sua immagine e della sua autorevolezza. Tale indebolimento soddisferà non soltanto tutti quei numerosi nemici della scienza che preferiscono credere che i vaccini sono inutili o addirittura dannosi ma, soprattutto, le imprese private, nazionali o globali, già pronte a promuovere la sanità privata a scapito di quella pubblica.

Bibliografia

  1. Bollettino di: JOHNS HOPKINS Bloomberg School of Public Health https://publichealth.jhu.edu/2025/the-consequences-of-the-us-withdrawal-from-the-who
  2. Yamey G, Boghuma K.T. (2025). Withdrawal of the United States from the WHO — How President Trump Is Weakening Public Health. The New England Journal of Medicine. Published March 5, 2025, DOI: 10.1056/NEJMp2501790.
  3. Adam D. What’s next for the World Health Organization? US exit could reshape agency. New Explainer. 19 February 2025. https://www.nature.com/articles/d41586-025-00449-w

fonte: https://www.saluteinternazionale.info/2025/04/oms-orfana-degli-usa/

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