Fornire un intervento breve ai soggetti con consumo rischioso e dannoso di alcol, aumentare le accise, far rispettare le restrizioni sulla pubblicità e sulla disponibilità fisica delle bevande alcoliche: sono questi i quick buys o “acquisti rapidi”, intesi come interventi efficaci e di immediata adozione e implementazione per il contrasto al consumo dannoso di alcol, inclusi nel nuovo documento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), intitolato “Quick buys for prevention and control of noncommunicable diseases” e pubblicato su Lancet Regional Health – Europe il 23 marzo 2025.
A cinque anni dalla scadenza fissata al 2030 per il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals – SDGs) delle Nazioni Unite, giunti alla valutazione di medio termine, il 24 marzo 2025 l’Ufficio regionale OMS per l’Europa ha lanciato con un evento virtuale la pubblicazione del documento che identifica 25 interventi di supporto per i Paesi finalizzati ad accelerare i progressi verso il raggiungimento degli impegni in materia di salute.
Gli “acquisti rapidi” (quick buys) sono interventi scientificamente validati, caratterizzati da un ottimo rapporto costo-efficacia, che possono avere un impatto sulla salute pubblica entro i prossimi 5 anni. Sviluppato da esperti di malattie non trasmissibili (Non-Communicable Diseases – NCDs) dell’OMS/Europa, il documento aggiunge la dimensione del tempo ai “migliori acquisti” (best buys) dell’OMS, ormai di comprovata efficacia per le NCDs sebbene adottati in maniera disomogenea.
Gli autori sottolineano l’importanza di adottare approcci estesi per affrontare l’impatto sanitario ed economico delle malattie croniche e, allo stesso tempo, riconoscono le sfide affrontate dai ministeri della Salute e dai decisori politici nel promuovere la salute pubblica e nel fornire risultati positivi tangibili, in particolare nell’arco di un singolo mandato. Il documento intende essere una guida per i decisori politici al fine di allineare gli interventi con i cicli politici a breve termine. Inoltre, i risultati descritti nella pubblicazione mirano ad accelerare i progressi verso gli obiettivi sanitari globali, in particolare l’obiettivo di sviluppo sostenibile del 2030 di ridurre di un terzo la mortalità prematura per NCDs e per contribuire alle discussioni del Fourth High-Level Meeting dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite sulla prevenzione e il controllo delle NCDs che si terrà a settembre 2025.
Gli “acquisti rapidi” sono quindi un insieme di interventi costo-efficaci basati su evidenze con impatti misurabili sulla salute pubblica entro cinque anni. A tal riguardo, attraverso una metodologia ben definita che ha tenuto conto delle evidenze scientifiche e di revisioni sistematiche incluse revisioni Cochrane, sono stati esaminati 49 interventi costo-efficaci, valutando gli effetti di ciascuno rispetto agli obiettivi sostenibili concordati dai Paesi. Dei 49 interventi, 25 sono stati qualificati come “acquisti rapidi” (che potrebbero cioè mostrare effetti misurabili entro 5 anni) e includono quelli relativi a: tabacco (n=5), alcol (n=4), dieta non salutare (n=3), inattività fisica (n=1), malattie cardiovascolari (n=3), diabete (n=4), malattie respiratorie croniche (n=1) e cancro (n=4).
Per quanto concerne gli obiettivi di sviluppo sostenibile relativi all’alcol, di seguito sono riportati i 5 interventi proposti dagli esperti come quick buys:
- aumentare le accise sulle bevande alcoliche
- promuovere e far rispettare i divieti o le restrizioni sull’esposizione alla pubblicità degli alcolici (su tutti i media)
- promuovere e far rispettare le restrizioni sulla disponibilità fisica delle bevande alcoliche al dettaglio (riducendo gli orari di vendita)
- promuovere e far rispettare le leggi sulla guida in stato di ebbrezza e i limiti di alcolemia (concentrazione di alcol nel sangue) tramite posti di blocco per la sobrietà
- fornire un breve intervento psicosociale per le persone con un uso rischioso e dannoso di alcol.
Tutti, ad eccezione di quello relativo all’alcol alla guida, sono raccomandati come quick buys dall’OMS. Più in dettaglio, i tre interventi di natura primariamente economica, che hanno a che fare con il prezzo e la disponibilità dell’alcol, hanno tutti effetti immediati sul consumo pro-capite di alcol nei consumatori di età pari o superiore a 15 anni.
Nel campo di competenza più prossimo al settore sanitario, gli interventi brevi, rivolti ai consumatori con livelli di consumo rischioso e dannoso di alcolici e incentrati sull’aumento della consapevolezza e sul supporto al cambiamento, attraverso un approccio cognitivo-comportamentale e motivazionale, soddisfano i criteri di costo-efficacia, rigorosamente definiti, con impatti rilevabili nell’arco di 12 mesi dall’intervento.
Gli esperti dell’OMS, relativamente all‘intervento proposto su alcol e guida, ribadiscono che l’analisi degli studi disponibili non dimostra che questo intervento sia sufficiente a supportare un effetto sul consumo pro capite di alcol, sebbene siano pubblicate revisioni sistematiche che riscontrano effetti di riduzione degli incidenti automobilistici e sui decessi alcol-correlati a seguito dell’emanazione di leggi sulla guida in stato di ebbrezza e di implementazione dei posti di blocco di recupero della sobrietà.
L’Osservatorio Nazionale Alcol (ONA) ha fornito il suo contributo alla presentazione del documento sottolineando gli aspetti principali e realistici dell’implementazione della misura sanitaria e di salute: “Attraverso l’esperienza trentennale dell’ISS nei corsi di formazione sull’Identificazione Precoce e l’Intervento Breve (IPIB) erogati al personale sanitario delle aziende e strutture regionali e territoriali di assistenza sanitaria primaria afferenti al SSN, e in un’ottica di risposta di sanità pubblica, l’intervento cardine che interessa il settore sanitario è necessariamente la fase dell’Identificazione precoce, non espressamente citata rispetto alla consequenziale fase dell’Intervento breve, che è di fondamentale rilevanza nel contrasto al consumo rischioso e dannoso di alcol attraverso l’aumento della consapevolezza e della conoscenza/alfabetizzazione sanitaria sui danni alla salute causati dall’alcol ”ha commentato nel corso dell’evento OMS Emanuele Scafato, Direttore dell’Osservatorio Nazionale Alcol, aggiungendo che “questo approccio è a costo zero, ma non risulta ancora adeguatamente sostenuto come standard da integrare nella pratica clinica e quindi richiede un serio impegno da parte dei professionisti dell’assistenza sanitaria primaria”. In un’ottica futura, secondo l’OMS, è necessario garantire che siano esclusivamente le competenze di sanità pubblica a interessarsi dei “migliori acquisti” sulla prevenzione sanitaria senza l’interferenza del settore dell’industria. È altresì importante prestare maggiore attenzione alle azioni concretamente perseguibili ed efficaci per affrontare il consumo di alcol pro capite (APC) e il consumo dannoso identificato dal test di screening AUDIT (Alcohol Use Disorders Identification Test), trattabile con un intervento breve. Questo cambiamento è ritenuto utile e necessario affinché si riescano a raggiungere i SDGs previsti per il 2030, considerando il mancato raggiungimento nel 2025 degli obiettivi di riduzione dell’APC, dei consumatori/consumo dannoso, della mortalità e della morbilità alcol-correlata.
Infine, è auspicabile che le evidenze contenute nel documento, a integrazione del recente Alcohol Policy Playbook sulle politiche sull’alcol, possano sollecitare verso rinnovate strategie specifiche, cercando anche di contrastare la disinformazione che influenza i dibattiti pubblici, sfatando le fake news ampiamente diffuse dai media tradizionali e dai social network che danneggiano il diritto di sapere dei consumatori e la loro salute. È evidente che, a prescindere dalla capacità di ciascun Paese di adottare e applicare leggi e regolamenti e alla luce di quanto riportato nel documento, il settore della sanità pubblica ha l’obbligo di impegnarsi al rafforzamento dell’IPIB, un obiettivo probabilmente più percorribile della tassazione e delle politiche sui prezzi e sul marketing che non sono peraltro prerogative esclusive del settore della sanità pubblica.
- su Lancet Regional Health – Europe leggi il documento dell’OMS “Quick buys for prevention and control of noncommunicable diseases”
- sul sito dell’OMS leggi la pagina dedicata al lancio del documento
- sul sito dell’OMS scarica il documento “Global alcohol action plan 2022-2030” e consulta la versione italiana “Policy in Action. Uno strumento per misurare l’implementazione delle politiche sull’alcol”
- su EpiCentro leggi gli approfondimenti:
- sul sito dell’OMS consulta la pagina dedicata all’“Alcohol policy playbook“
- su EpiCentro leggi l’approfondimento “Alcohol Policy PlayBook”, il manuale OMS per orientare le sfide della politica sull’alcol
- leggi il rapporto Istisan 16/5 “Identificazione precoce e intervento breve nel trattamento dei disordini alcol-correlati: raccomandazioni e linee guida del progetto europeo Bistairs”
- leggi il rapporto Istisan 21/18 – “IPIB per i disturbi da uso di alcol e da gioco d’azzardo: il progetto di formazione e di attivazione aziendale e istituzionale della rete IPIB della ASL Salerno”.
Fonte: EpiCentro ISS
Testo scritto da: Emanuele Scafato, Claudia Gandin, Silvia Ghirini, Alice Matone – Osservatorio Nazionale Alcol, Centro Nazionale Dipendenze e Doping, ISS