in PRIMO PIANO

  • Convocata dalla Cgil per sabato 29 marzo un’assemblea pubblica, aperta a tutto il mondo associativo e ai sindaci, dal titolo “Pace, lavoro, ambiente, diritti: l’Europa e il mondo di fronte a sfide inedite”. Rivedi la diretta  

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  • Napoli, 8 aprile 2025. L’Associazione italiana di epidemiologia, la rivista E&P e l’Impresa sociale Epidemiologia & Prevenzione organizzano un incontro in memoria di Giulio A. Maccacaro: L’epidemiologia come motore del cambiamento. Gli insegnamenti di Giulio. A. Maccacaro oggi. QUANDO: l’8 aprile 2025 dalle 9:00 alle 12:30 DOVE: a Napoli, aula degli affreschi, Università degli Studi della Campania “L. Vanvitelli”, via L. De Crecchio 7. ISCRIZIONE: partecipazione gratuita, iscrizione obbligatoria inviando una mail a: statistica.medica@unicampania.it Scarica il programma dell’evento. fonte: https://epiprev.it/notizie/l-epidemiologia-come-motore-del-cambiamento-gli-insegnamenti-di-giulio-a-maccacaro-oggi

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  • Dura reazione delle Regioni alla lettera con cui Schillaci le aveva accusate nei giorni scorsi: ‘sulle liste d’attesa casi indegni’. La Conferenza delle Regioni con una lettera firmata dal Presidente Fedriga ha risposto alle accuse del Ministro Schillaci, esprimendo forti critiche sull’attuazione del Decreto Legge n. 73/2024 sulle liste d’attesa. In particolare sull’attuazione del DL nella lettera si legge: “… Le criticità riscontrate possono essere sinteticamente riassunte in tre punti: – invasione delle competenze e delle prerogative riconosciute alle Regioni e Province autonome dalla Costituzione; – mancata previsione e stanziamento di adeguate risorse senza le quali non possono essere messi in campo interventi per un efficace e concreto abbattimento delle liste di attesa; – mancata previsione di norme che intervengano anche sul fronte dell’appropriatezza prescrittiva e non solo sul lato dell’offerta per incrementare il numero di prestazioni.” … leggi la Lettera di Fedriga a Schillaci

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  • Nel 2024 sono stati segnalati al SEIEVA, il Sistema Epidemiologico Integrato delle Epatiti Virali Acute coordinato dall’ISS, 443 casi di epatite A, 189 di epatite B, 60 di epatite C e 70 di epatite E. È online l’ultimo bollettino SEIVA con i dati sulle epatiti virali acute, completi e definitivi, fino al 31 dicembre 2024. Dati epidemiologici al 31 dicembre 2024 I risultati del Sistema epidemiologico integrato delle epatiti virali acute-SEIEVA, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), al fine di descrivere l’epidemiologia dell’epatite acuta in Italia, vengono analizzati e presentati due volte all’anno: a primavera sono presentati i dati completi e definitivi dell’anno precedente comprensivi dei trend storici delle incidenze per tipo di epatite dall’avvio della sorveglianza nel 1985 (i dati sono presentati sia con il bollettino in versione pdf sia nella versione on line interattiva) in autunno viene fornita un’analisi provvisoria dei principali dati sui casi segnalati nel primo semestre dell’anno in corso (solo in versione pdf). Il SEIEVA affianca il Sistema Informativo delle Malattie Infettive, approfondendo gli aspetti epidemiologici delle infezioni acute da epatite virale, in Italia. …leggi tutto su https://www.epicentro.iss.it/epatite/dati-seieva

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  • Nel 2023 è stata condotta in Italia la settima raccolta dati del Sistema di sorveglianza OKkio alla SALUTE, parte dell’iniziativa “Childhood Obesity Surveillance Initiative” (COSI) dell’Ufficio Regionale per l’Europa della World Health Organization. Hanno partecipato tutte le Regioni italiane e le Provincie Autonome di Trento e Bolzano con campioni rappresentativi a livello regionale e, in alcuni casi, di ASL (Azienda Sanitaria Locale). In totale, sono state coinvolte 2.802 classi terze della scuola primaria, 51.255 bambine e bambini e 50.370 genitori. Il 19,0% di bambine e bambini di 8-9 anni è risultato in sovrappeso e il 9,8% con obesità (cut-off IOTF), con percentuali più alte nelle Regioni del Sud e del Centro e con una tendenza alla diminuzione negli anni. Nel giorno della rilevazione, il 10,9% di bambine e bambini aveva saltato la colazione e il 66,9% aveva fatto una merenda a elevata densità calorica; il 25,9% non consumava giornalmente frutta e/o verdura; il 45,1% trascorreva più di 2 ore al giorno guardando la TV e/o giocando ai videogiochi/tablet/cellulare. Stato ponderale e stili di vita di bambine e bambini: i risultati di OKkio alla SALUTE 2023. A cura di Paola Nardone, Silvia Ciardullo, Angela Spinelli, Donatella Mandolini, Michele Antonio Salvatore, Silvia Andreozzi – 2025, 84 p. Rapporti ISTISAN 25/3

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  • la LIBERTÀ È TERAPEUTICA, la RESPONSABILITÀ È TERAPEUTICA: NO a manicomi e Opg, vecchi e nuovi Prospettive di riflessione e di lotta su Rems (Residenze per l’esecuzione della misura di sicurezza), carceri, servizi di salute mentale SEMINARIO sabato 12 aprile 2025 ore 9,30 PER PARTECIPARE iscriviti QUI IN PRESENZA A ROMA, presso Sala delle Regioni via dei Frentani, 4a (entrata subito a fianco del Centro Congressi Frentani) ONLINE: A BREVE IL LINK ZOOM  Ancora una volta i provvedimenti del Governo e le proposte del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) sulle Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza (Rems) intervengono con atti che pregiudicano le conquiste a favore delle persone che hanno commesso reati in condizioni di alterazione psichica. Ancora una volta si avanzano soluzioni che identificano la presa in carico con l’offerta di posti letto e di forme di internamento, spostando l’asse dell’intervento dalla sanità pubblica a soluzioni reclusive, spesso affidate al privato, con un orientamento esclusivamente securitario. Per questo, raccogliendo le riflessioni e le proposte emerse dalla Conferenza Nazionale Salute Mentale che si è svolta a Roma il 6 e7 dicembre 2024, promuoviamo questo seminario su Rems, carceri e servizi di salute mentale con un duplice obiettivo: contrastare gli orientamenti governativi attuali e la proposta della Commissione mista del CSM sulle Rems che mette in discussione la legge 81 che ha chiuso gli OPG e vuole tornare alla logica manicomiale, perfino proponendo strutture speciali per le persone definite con il termine disumano “gli inemendabili”, piuttosto che abolire la “irresponsabilità” della non imputabilità identificare azioni di lotta e proposte politiche che contrastino il grave degrado delle carceri e le insufficienze di gran parte dei servizi di salute mentale, e valorizzino le pratiche esemplari che esistono e resistono, e che dimostrano non da oggi un altro possibile. ————————————————————————————————————————— Hanno finora assicurato la partecipazione tra le/gli altre/i : Franco Corleone, Nerina Dirindin, Mauro Palma*, Pietro Pellegrini, Giuseppina Paulillo, Riccardo Magi*, Daniele Pulino, Alessia De Stefano, Gisella Trincas, Maria Grazia Giannichedda, Giovanna Del Giudice, Stefano Anastasia, Patrizio Gonnella, Riccardo De Vito, Daniele Piccione,  Francesco Maisto, Antonello D’Elia, Benedetto Saraceno*, Antonella Calcaterra, Michele Passione*, Giovanni Rossi, Francesco Schiaffo, Raffaele Barone*, Vito D’Anza, Stefano Cecconi, Luigina Di Liegro, Andrea Barbato, Antonio Piazza, Macio Fada, Giulia Melani, Katia Poneti …elenco provvisorio * in attesa Promuovono (al 26.3.2025): Coordinamento nazionale per la Salute Mentale, Antigone, La Società della Ragione, Conferenza nazionale dei Garanti territoriali delle persone private della libertà, Unasam, ConfBasaglia, ass. Franca e Franco Basaglia, Psichiatria Democratica, Cipes Centro d’Iniziativa Promozione della Salute e l’Educazione Sanitaria, Club SPDC No Restraint, Lisbon Institute of Global Mental Health, Archivio Basaglia, stopOpg, SOS Sanità, Amandoli OdV, Ass. Ligabue (CT), Ass. Sostegno e Zucchero, Oltre il Giardino OdV, DSM ASL 2 Lanciano Vasto, Gnosis coop. Sociale, ass. Festival dei Matti, Ass. Far Pensare Emanuele Lomonaco, Istituto Mario Negri, DSM Caserta, Centro Basagli Arezzo, USSM Roma, ass. La Tazza Blu, ConfCoop Sanità,, Coop Nuove Risposte, Solaris OdV, Coop Sociale Il villaggio di Esteban, Rete Regionale Toscana Utenti Salute Mentale,  ass. 180Amici Puglia, Coop Sociale Nuove Risposte, Fondazione don Luigi Di Liegro, Aitsam Venezia, ass. Gianni Butturini, Coop Il grande carro, Centro Basaglia Arezzo, 180Amici L’Aquila, Volontari in Onda OdV, Anpis Puglia, Altrimenti associazione per la salute psicologica, ALFAPP La Spezia, Forum Salute Mentale Lecco, …

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  • Cinque quesiti referendari su lavoro e cittadinanza promossi da sindacati e associazioni al centro della consultazione referendaria dell’8 e 9 giugno Nel 2025 le cittadine e cittadini saranno chiamati a votare per 5 Referendum. La Corte Costituzionale ha ritenuto ammissibili i 4 quesiti referendari sul lavoro, per i quali sono state raccolte oltre 4 milioni di firme, e il referendum sulla cittadinanza, depositato in Cassazione con 637 mila firme. QUALI SONO I REFERENDUM? I REFERENDUM SUL LAVORO 1. Stop ai licenziamenti illegittimi Quesito:«Volete voi l’abrogazione del d.lgs. 4 marzo 2015, n. 23, recante “Disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183” nella sua interezza?» Il PRIMO dei quattro referendum sul lavoro chiede l’abrogazione della disciplina sui licenziamenti del contratto a tutele crescenti del Jobs Act. Nelle imprese con più di 15 dipendenti, le lavoratrici e i lavoratori assunti dal 7 marzo 2015 in poi non possono rientrare nel loro posto di lavoro dopo un licenziamento illegittimo. Sono oltre 3 milioni e 500mila ad oggi e aumenteranno nei prossimi anni le lavoratrici e i lavoratori penalizzati da una legge che impedisce il reintegro anche nel caso in cui la/il giudice dichiari ingiusta e infondata l’interruzione del rapporto. Abroghiamo questa norma, diamo uno stop ai licenziamenti privi di giusta causa o giustificato motivo. 2. Più tutele per le lavoratrici e i lavoratori delle piccole imprese Quesito:«Volete voi l’abrogazione dell’articolo 8 della legge 15 luglio 1966, n. 604, recante “Norme sui licenziamenti individuali”, come sostituito dall’art. 2, comma 3, della legge 11 maggio 1990, n. 108, limitatamente alle parole: “compreso tra un”, alle parole “ed un massimo di 6” e alle parole “La misura massima della predetta indennità può essere maggiorata fino a 10 mensilità per il prestatore di lavoro con anzianità superiore ai dieci anni e fino a 14 mensilità per il prestatore di lavoro con anzianità superiore ai venti anni, se dipendenti da datore di lavoro che occupa più di quindici prestatori di lavoro.”?» Il SECONDO riguarda la cancellazione del tetto all’indennità nei licenziamenti nelle piccole imprese. In quelle con meno di 16 dipendenti, in caso di licenziamento illegittimo oggi una lavoratrice o un lavoratore può al massimo ottenere 6 mensilità di risarcimento, anche qualora una/un giudice reputi infondata l’interruzione del rapporto. Questa è una condizione che tiene le/i dipendenti delle piccole imprese (circa 3 milioni e 700mila) in uno stato di forte soggezione. Obiettivo è innalzare le tutele di chi lavora, cancellando il limite massimo di sei mensilità all’indennizzo in caso di licenziamento ingiustificato affinché sia la/il giudice a determinare il giusto risarcimento senza alcun limite. 3. Riduzione del lavoro precario Quesito:«Volete voi l’abrogazione dell’articolo 19 del d.lgs. 15 giugno 2015, n. 81 recante “Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni, a norma dell’articolo 1, comma 7, della legge 10 dicembre 2014, n. 183”, comma 1, limitatamente alle parole “non superiore a dodici mesi. Il contratto può avere una durata superiore, ma comunque”, alle parole “in presenza di almeno una delle seguenti condizioni”, alle parole “in assenza delle previsioni di cui alla lettera a), nei contratti collettivi applicati in azienda, e comunque entro il 31 dicembre 2025, per esigenze di natura tecnica, organizzativa e produttiva individuate dalle parti;” e alle parole “b bis)”; comma 1 -bis , limitatamente alle parole “di durata superiore a dodici mesi” e alle parole “dalla data di superamento del termine di dodici mesi”; comma 4, limitatamente alle parole “,in caso di rinnovo,” e alle parole “solo quando il termine complessivo eccede i dodici mesi”; articolo 21, comma 01, limitatamente alle parole “liberamente nei primi dodici mesi e, successivamente,”?» Il TERZO punta all’eliminazione di alcune norme sull’utilizzo dei contratti a termine per ridurre la piaga del precariato. In Italia circa 2 milioni e 300 mila persone hanno contratti di lavoro a tempo determinato. I rapporti a termine possono oggi essere instaurati fino a 12 mesi senza alcuna ragione oggettiva che giustifichi il lavoro temporaneo. Rendiamo il lavoro più stabile. Ripristiniamo l’obbligo di causali per il ricorso ai contratti a tempo determinato. 4. Più sicurezza sul lavoro Quesito:«Volete voi l’abrogazione dell’art. 26, comma 4, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, recante “Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro” come modificato dall’art. 16 del decreto legislativo 3 agosto 2009 n. 106, dall’art. 32 del decreto legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito con modifiche dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, nonché dall’art. 13 del decreto legge 21 ottobre 2021, n. 146, convertito con modifiche dalla legge 17 dicembre 2021, n. 215, limitatamente alle parole “Le disposizioni del presente comma non si applicano ai danni conseguenza dei rischi specifici propri dell’attività delle imprese appaltatrici o subappaltatrici.”?» Il QUARTO interviene in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Arrivano fino a 500mila, in Italia, le denunce annuali di infortunio sul lavoro. Quasi 1000 i morti, che vuol dire che in Italia ogni giorno tre lavoratrici o lavoratori muoiono sul lavoro. Modifichiamo le norme attuali, che impediscono in caso di infortunio negli appalti di estendere la responsabilità all’impresa appaltante. Cambiamo le leggi che favoriscono il ricorso ad appaltatori privi di solidità finanziaria, spesso non in regola con le norme antinfortunistiche. Abrogare le norme in essere ed estendere la responsabilità dell’imprenditore committente significa garantire maggiore sicurezza sul lavoro. REFERENDUM CITTADINANZA ITALIANA 5. Più integrazione con la cittadinanza italiana Quesito:«Volete voi abrogare l’articolo 9, comma 1, lettera b), limitatamente alle parole “adottato da cittadino italiano” e “successivamente alla adozione”; nonché la lettera f), recante la seguente disposizione: “f) allo straniero che risiede legalmente da almeno dieci anni nel territorio della Repubblica.”, della legge 5 febbraio 1992, n. 91, recante nuove norme sulla cittadinanza”?» Il QUINTO referendum abrogativo propone di dimezzare da 10 a 5 anni dei tempi di residenza legale in Italia per la richiesta di concessione della cittadinanza italiana, ripristinando un requisito introdotto nel 1865 e rimasto invariato fino al 1992. Nel dettaglio si va a modificare l’articolo […]

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  • Sanità. Spi, Fnp e Uilp: si ritiri l’emendamento su riduzione Lea sociosanitaria residenziale e semiresidenziale a non autosufficienti “Esprimiamo gravissima preoccupazione per i contenuti dell’emendamento n. 13.0.400, approvato dalla maggioranza in 10^ Commissione del Senato della Repubblica”: questo l’incipit della lettera che i Sindacati dei pensionati Spi Cgil, FNP CISL e Uilp Uil hanno inviato al presidente del Senato e ai presidenti dei Gruppi parlamentari del Senato. “L’emendamento – dichiarano i segretari generali di Spi, Fnp, Uilp, Tania Scacchetti, Emilio Didonè e Carmelo Barbagallo – interviene sui Livelli essenziali di assistenza disciplinati dall’articolo 30 del DPCM 12.1.2017 (“Assistenza sociosanitaria residenziale e semiresidenziale alle persone non autosufficienti”). Malgrado la formulazione dell’emendamento sia poco chiara, lo stesso permetterebbe la possibilità di ridurre la copertura dei costi oggi a carico del Servizio sanitario nazionale per i “trattamenti estensivi di cura e recupero funzionale a persone non autosufficienti” e per i “trattamenti di lungoassistenza, recupero e mantenimento funzionale, ivi compresi gli interventi di sollievo per chi assicura le cure, a persone non autosufficienti”, incrementando così la quota di rette e tariffe a carico dei pazienti.  Anziché intervenire, anche alla luce di recenti ordinanze in materia della Corte di Cassazione, per alleviare il peso che già grava sulle persone più fragili e sulle loro famiglie, si sceglie di penalizzarli con costi aggiuntivi. Questo per noi è inaccettabile!” “Ci auguriamo – conclude la nota – che l’emendamento venga ritirato e si apra finalmente un confronto tra Spi, Fnp, Uilp e il Governo così da arrivare finalmente alla piena attuazione della riforma della non autosufficienza!” Vedi la Lettera di SPI CGIL, FNP CISL, UILP UIL al Presidente del Senato e ai Capigruppo Richiesta l’audizione in X Commissione al Senato Vedi anche:  ANFFAS “Diritto alla salute a rischio con l’emendamento 13.0.400 al disegno di legge as 1241” Non si fermano di fronte a nulla. Nemmeno di fronte ai malati gravissimi. di Marco Furfaro  

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  • Dors, come ogni anno, per promuovere la Giornata mondiale dell’attività fisica, ha tradotto e rende disponibili i materiali di comunicazione prodotti dall’Agenzia di salute pubblica della Catalogna.  Il poster È tempo di muoversi e il decalogo 10 Suggerimenti per riscoprire il piacere del movimento possono essere: • inviati, attraverso la posta elettronica, ai vostri colleghi, amici e familiari • inviati, attraverso la posta elettronica, ai portatori d’interesse con cui collaborate e condivisi nei tavoli intersettoriali di cui fate parte • messi a disposizione su sito web, intranet e canali social aziendali – hashtag #GMAF2025 • utilizzati nelle iniziative (convegni, eventi sportivi, camminate, …) che metterete in campo, o a cui parteciperete, il 6 aprile o in altre date del mese • affissi nei luoghi di lavoro, nei servizi e nei luoghi rivolti ai cittadini, nelle scuole, nei centri sportivi, in prossimità, ad esempio, di ascensori, scale, distributori automatici, ingresso mensa, palestre, piscine. I materiali di comunicazione 2025 Poster È tempo di muoversi in formato PDF per uso online Poster_digitaleDownload Poster È tempo di muoversi in formato PDF per la stampa Poster_per stampaDownload Poster È tempo di muoversi in formato PNG per i social Poster_socialDownload Decalogo 10 Suggerimenti per riscoprire il piacere del movimento in formato PDF per uso online 10 suggerimenti_digitaleDownload Decalogo 10 Suggerimenti per riscoprire il piacere del movimento in formato PDF per la stampa 10 suggerimenti_per stampaDownload Decalogo 10 Suggerimenti per riscoprire il piacere del movimento in formato PNG per i social 10 suggerimenti_socialDownload fonte: DORS testo di Alessandra Suglia, Luisa Dettoni

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  • AGENAS pubblica i risultati del monitoraggio del secondo semestre 2024 inerenti all’attuazione del Decreto del Ministero della salute 23 maggio 2022 n. 77 “Regolamento recante la definizione di modelli e standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale nel Servizio sanitario nazionale” da parte delle Regioni e Province Autonome di Trento e Bolzano. Il particolare, il documento messo a disposizione riporta in modo aggregato e sintetico i risultati del monitoraggio effettuato tramite il questionario informatizzato elaborato dall’Agenzia rispetto all’organizzazione territoriale da parte delle Regioni, nonché le informazioni relative alle Case della Comunità, Centrali Operative Territoriali, Ospedali di Comunità, Assistenza Domiciliare integrata e Cure palliative. Si ricorda che, al fine della realizzazione di quanto previsto nella Missione 6 Componente 1 del PNRR, è stato siglato in data 31 dicembre 2021 un Accordo di Collaborazione tra l’Agenzia, il Ministero della Salute (Unità di Missione per l’attuazione degli interventi del PNRR) e la Presidenza del Consiglio dei Ministri (Dipartimento per la trasformazione digitale), che assegna ad AGENAS una duplice funzione, ovvero:  Amministrazione attuatrice dei Sub-interventi: 1.2.2d “COT – Progetto pilota di intelligenza artificiale”; 1.2.2e “COT – Portale della Trasparenza”; e 1.2.3 “Telemedicina” (all’interno dell’Intervento 1.2 “Casa come primo luogo di cura”). Supporto tecnico operativo per gli Interventi 1.1 “Case della Comunità e presa in carico della persona”; 1.2 “Casa come primo luogo di cura”; 1.3 “Rafforzamento dell’assistenza sanitaria intermedia e delle sue strutture (Ospedali di Comunità)”. L’attività di monitoraggio trova riscontro nell’art.2 del DM 77/2022 che indica come: “Il monitoraggio semestrale degli standard previsti dal presente Regolamento è assicurato dal Ministero della salute per il tramite dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas)” e che “L’AGENAS procederà ad elaborare una relazione, che invierà al Ministero della Salute semestralmente sullo stato di implementazione, in ogni singola Regione e Provincia Autonoma di Trento e di Bolzano, degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi delle strutture dedicate all’assistenza territoriale e al sistema di prevenzione in ambito sanitario, ambientale e climatico”. Report nazionale di sintesi dei risultati del Monitoraggio DM 77/2022 – II Semestre 2024  (pdf) – Documento aggiornato in data 14 marzo 2025

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